diario personale

Recensione Concerto: Giorgio Poi @ Duel Club (Agnano), 15 Marzo 2026

0

Il concerto di Giorgio Poi al Duel di Agnano è stato, per quanto mi riguarda, un’esperienza decisamente sottotono. Nonostante l’aspettativa per un artista spesso descritto come “alternativo e sensibile”, la realtà della serata ha restituito un’immagine ben diversa: quella di una performance piatta e tecnicamente rivedibile.

L’aspetto tecnico: un audio non pervenuto

Il primo grande ostacolo è stato il settaggio audio. Per chi, come me, si trovava in fondo alla sala, la voce di Giorgio Poi è stata praticamente un’ombra: impastata, bassa, a tratti del tutto assente. Un limite tecnico che ha compromesso la fruibilità dei testi, elemento che dovrebbe essere centrale in questo genere di musica. A questo si aggiunge una certa goffaggine nella gestione del palco, culminata in un momento quasi imbarazzante in cui il tecnico è dovuto intervenire per sistemare il perno dell’asta del microfono che si stava svitando.

Musicalità e performance

Dal punto di vista prettamente musicale, la serata non ha offerto spunti di nota:

  • Composizioni: Le canzoni sono scivolate via una dopo l’altra risultando tutte estremamente simili tra loro, senza dinamiche o variazioni capaci di spezzare la monotonia.
  • Virtuosismi assenti: L’unico accenno di tecnica è stato un breve assolo del tastierista, che si è limitato a una banale mezza scala. Una prestazione che, senza esagerare, potrebbe replicare un bambino di cinque anni con una pianola giocattolo.
  • Presenza scenica: Giorgio Poi è apparso timido, quasi distaccato, trasmettendo un’idea di inefficacia comunicativa che mal si sposa con la fama di artista profondo che lo precede.

Il paradosso del pubblico

La cosa più strabiliante, purtroppo in senso negativo, è stata la reazione delle circa 800 persone presenti. Ho assistito a un’esaltazione collettiva che fatico a comprendere: un entusiasmo alle stelle per una prestazione tecnica che ho trovato elementare e priva di mordente.

In conclusione, quello che doveva essere un concerto di spessore si è rivelato un evento piatto e artisticamente poco stimolante. Se questo è il nuovo standard della musica “alternativa”, rimango sinceramente perplesso.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *