Mi capita spesso che le persone mi chiedano se il mio lavoro mi piaccia e se faccia davvero quello che sognavo da bambino. Quando qualcuno mi pone questa domanda, la mia prima reazione è sempre un gran sorriso. Sorrido perché le persone non riescono a credere che io non lavori: io gioco.
Quello che faccio da ormai trent’anni non lo posso proprio considerare un lavoro; non posso farlo perché la parola ‘lavorare’, in un certo qual modo, dev’essere per forza collegata al concetto di fatica. La fatica! Io no, non fatico, mi diverto. Lo faccio quando devo preparare un nuovo server o istruire una pratica per acquistare qualcosa sul mercato elettronico; gioco soprattutto quando mi capitano giornate come quella di oggi.
Infatti stamattina, insieme ad altri colleghi, abbiamo seguito la ‘stesa’ di un cavo di fibra ottica che cambierà radicalmente la storia dell’infrastruttura di un’importante area del mio Ente. Con alcuni operai specializzati di una società di telecomunicazioni, ho seguito l’attivazione di questo nuovo collegamento che sarà la nuova dorsale dati dell’Ufficio Tecnico del Comune di Quarto. Un lavoro all’apparenza semplice, ma nel concreto complicato e complesso, al punto tale che per riuscire a passare il filo tra due palazzi distanti tra loro, ci siamo dovuti calare tra le ragnatele di un sottopasso della sala consiliare e trovare il modo per aggirare una serie di ostacoli.
Certi lavori si fanno e basta, nel senso che chi lavora deve portare a termine un compito perché è pagato per farlo. Io, però, sono dell’idea che se si creano le condizioni per operare in un clima di stima, di fiducia, di rispetto e di condivisione, le cose riescano meglio e le persone, alla fine, diano sempre il massimo.
Stamattina abbiamo quindi steso il nuovo cavo di fibra, stabilito come cablare i giunti che poi andranno negli switch e fissato la tempistica per la conclusione dell’opera a stretto giro. Poi, però, ecco la meraviglia delle meraviglie: oltre al lunghissimo collegamento previsto, mi sono ritrovato un ulteriore cavo di fibra aggiunto nella sala consiliare. Un mio desiderio, espresso con il sorriso sulle labbra, è stato recepito dai tecnici ed esaudito perché, come detto prima, se lavori giocando lo fai meglio e ottieni di più.