Oro, crema e amarena: il morso perfetto esiste ed è ad Aversa.

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C’è qualcosa di magico nella Polacca Aversana: non è un cornetto e non è una brioche, è una categoria a sé stante. Quello che mi ha colpito di questa versione è l’equilibrio incredibile. Spesso trovi polacche troppo pesanti o con la crema che “scivola” via, ma qui parliamo di un altro livello.

  • La sfoglia: Fuori è croccante, di quel bruno dorato che fa rumore sotto i denti, merito della granella di zucchero che ti sporca le mani (ed è giusto così).
  • Il cuore: La crema è la vera protagonista. È densa, quasi vellutata, e si sente che non è “industriale”. Quando arrivi al punto in cui incontra l’amarena, lì succede il miracolo: quel pizzico di acido che bilancia la dolcezza della crema ti spinge a volerne subito un altro pezzo.
  • L’impasto: Soffice come una nuvola. Si vede che dietro c’è una lievitazione lenta, di quelle fatte con calma, perché non ti lascia quel senso di pesantezza tipico dei dolci troppo carichi di lievito.

Si sente la mano dell’artigiano. La produzione qui non è una catena di montaggio: la cura nel chiudere la pasta brioche attorno alla farcitura prima di infornare fa sì che la crema “profumi” l’impasto dall’interno. È un rito che ad Aversa sanno fare come nessun altro.

Se cercate un momento di puro godimento per iniziare la giornata, questa polacca è la risposta definitiva. Promossa a pieni voti.

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